Pagelle delle cover della quarta serata di Sanremo 2026

Sanremo 2026

Le pagelle delle cover presentate nel corso della quarta serata del Festival di Sanremo 2026

(articolo in aggiornamento)

Lo storico successo mondiale dell’estate 2002 viene qui riproposto in una versione sufficientemente fedele all’originale con Elettra che si propone come quarta Las Ketchup prima di irrompere in platea con l’energia che è la chiave di questo suo Festival. Alla fine, da lei, ci si aspetta esattamente questo e (va detto) che in questo Festival ha comunque mostrato progressi nel cantato. VOTO: 7

  • Eddie Brock e Fabrizio Moro – Portami via

C’era Carlo Conti all’Ariston quando, nel 2017, Fabrizio Moro rilanciò la propria carriera con questo brano che è già un classico della sua discografia. Quest’anno il conduttore toscano pare non esser riuscito a tirar fuori molti brani a quell’altezza. E, allo stesso modo, molte delle sue scommesse si sono dimostrate traballanti. Tra queste sicuramente un Eddie Brock troppo presto finito su quel palco a confrontarsi con un mondo più grande di lui. Stasera anche la canzone interpretata è più grande di lui finendo per svuotarsi di senso, di trasporto e di intensità. Salva Moro ma, se la gara dev’essere giudicata per il cantante in concorso, non si va oltre il livello-karaoke. VOTO: 5

  • Mara Sattei e Mecna – L’ultimo bacio

Se ci si chiede il perchè della direzione artistica della musica contemporanea non tocchi quasi mai il classicismo delle grandi melodie di tradizione italica questa cover ne è la spiegazione migliore. A Mara Sattei, e a molti artisti della sua generazione, manca la personalità vocale che Carmen Consoli, e gli artisti dei suoi tempi, avevano e sfruttavano per rendersi riconoscibili e memorabili. L’unica occasione per uscirne è inserire delle barre che confondano e facciano pensare alla volontà di svuotare una canzone per trasportarla nella contemporaneità. In realtà è solo fumo negli occhi. VOTO: 4.5

  • Patty Pravo e Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone

La “Divina” Patty Pravo che fu ragazza del Piper sceglie l’omaggio all’amica e collega Ornella Vanoni offrendo un’interpretazione fedele alla versione originale. Manca, forse, quel trasporto di un brano nato per essere un duetto tra due artisti che si sono amati profondamente nella vita ma, ancor più, nella musica. Patty fa del suo meglio e rimane vivo soprattutto l’omaggio all’ennesima, grande diva della canzone che ci ha lasciato e che non ci resta che rimpiangere e continuare ad ascoltare. VOTO: 7.5

  • Levante e Gaia  I maschi

Difficile capire la scelta del brano da parte di Levante se messa in congiunzione con la canzone inedita presentata in gara. Ancor più difficile pensare come coerente la scelta di Gaia come ospite per rendere su un brano che ha la propria forza vitale nell’irruenza rock dell’interpretazione spettinata di Gianna Nannini. E, infatti, si finisce per galleggiare sulle onde di un’ottima performance vocale a cui manca, però, della coerenza artistica. VOTO: 6+

  • Malika Ayane e Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro al cuore

Accostamento azzardato e, anche in questo caso, non così coerente. Claudio Santamaria canta (tanto, troppo, in termini di divisioni delle parti) bene ma il mix tra i due pare non esserci. D’altronde una è un’interprete raffinata, tecnica e sopraffina. L’altro è un attore che canta bene ma che non ha il mestiere dalla sua e si sente. Si sente tutto. Peccato, perchè Malika in solitaria avrebbe reso meglio anche su questo stesso pezzo. VOTO: 6

  • Bambole di Pezza e Cristina d’Avena – Occhi di gatto

“Occhi di gatto” in versione pop-rock era difficile immaginarsela soprattutto se messa in un mash-up con i Led Zeppelin. Non si può, però, di certo dire che la voce sia mancata in quest’esibizione e, tutto sommato, il risultato è piacevole e ben fatto. Tutto giusto. Le Bambole di Pezza hanno vinto il loro Festival portandovi un po’ del loro rock. VOTO: 7+

  • Dargen d’Amico e Pupo Fabrizio Bosso – Su di noi

Ecco che, finalmente, Dargen fa Dargen e lancia un messaggio in un Festival che di messaggi ne ha lanciati pochi. Certo, parlare di cover è forse eccessivo perchè il senso originario del brano è completamente stravolto e resta veramente poca traccia del classico di Pupo ma il risultato è comunque da applausi per la forza di di

  • Tommaso Paradiso e Stadio – L’ultima luna (Lucio Dalla)
  • Michele Bravi e Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno (Ornella Vanoni)
  • Tredici Pietro e Galeffi, Fudasca & Band – Vita (Lucio Dalla & Gianni Morandi)
  • Maria Antonietta & Colombre e Brunori Sas – Il mondo (Jimmy Fontana)
  • Fulminacci e Francesca Fagnani – Parole parole (Mina)
  • LDA & Aka 7even e Tullio de Piscopo – Andamento lento (Tullio De Piscopo)
  • Raf e The Kolors – The riddle (Gigi d’Agostino)
  • J-Ax e Ligera Conty Fam. – E la vita, la vita (Cochi & Renato)
  • Ditonellapiaga e TonyPitony – The lady is a tramp (Frank Sinatra)
  • Enrico Nigiotti e Alfa – Ex e Xanax (Samuele Bersani)
  • Serena Brancale e Gregory Porter Delia – Besame mucho (Consuelo Velázquez)
  • Sayf e Alex Britti e Mario Biondi – Hit the road Jack (Ray Charles)
  • Francesco Renga e Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola (David Bowie)
  • Arisa e Il Coro Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono (Fiorella Mannoia)
  • Samurai Jay e Belen Rodriguez e Roy Paci – Baila morena (Zucchero)
  • Sal da Vinci e Michele Zarrillo – Cinque giorni (Michele Zarrillo)
  • Fedez & Masini e Stjepan Hauser – Meravigliosa creatura (Gianna Nannini)
  • Ermal Meta e Dardust – Golden Hour
  • Nayt e Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto (Fabrizio De Andrè)
  • Luchè e Gianluca Grignani – Falco a metà (Gianluca Grignani)
  • Chiello e Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco)
  • Leo Gassmann e Aiello – Era già tutto previsto (Riccardo Cocciante)
Direttore editoriale e fondatore di "Libera la Musica" dal 2024 dopo essere stato per 12 anni alla guida di uno dei principali siti d'informazione e critica musicale. Amante del pop, delle belle voci, della nostalgia e del mondo andato fatto di classe, divismo, qualità e canto. Non rinnego il futuro, lo incoraggio ad essere migliore non cancellando il passato.
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