I Negramaro conquistano Marostica perchè la loro è “Una storia ancora semplice” – RECENSIONE CONCERTO

Negramaro

Nel nuovo tour Giuliano Sangiorgi & co. mostrano tutta la loro essenza musicale

Sono dei Negramaro centrati e fedeli a se stessi quelli che vanno in scena con il tour “Una storia ancora semplice” (qui scaletta, date e biglietti dell’intero calendario), ultima propaggine di un festeggiamento live che dura da oltre due anni e che vuole andare a racchiudere il primo ventennio di storia della band salentina. Nella tappa di Marostica (VI), Giuliano Sangiorgi e compagni hanno riabbracciato il pubblico veneto con cui, tra l’altro, chiuderanno questo viaggio dal vivo il prossimo 20 settembre nella data speciale all’Arena di Verona.

La cornice è delle migliori, la storia Piazza degli Scacchi della cittadella vicentina offre uno scenario incantevole per lo show organizzato da DuePunti Eventi all’interno della kermesse del Marostica Summer Festival. Nella medesima location si susseguiranno nei prossimi giorni gli spettacoli di John Legend (6 luglio), Fiorella Mannoia con una tappa del tour dedicato a De Andrè (7 luglio), Francesco Gabbani (9 luglio) e Luca Carboni (11 luglio).

Il racconto del concerto |

In due ore e trenta di musica e canzoni, il gruppo salentino riattraversa tutta la propria storia musicale raccontando ai fan il percorso compiuto e l’essenza oggi raggiunta. Non possono mancare in setlist bruni-cult come “Mentre tutto scorre” ed “Estate” che nel 2005 consentirono l’esplosione popolare dei Negramaro. Ma non vengono meno nemmeno gli ultimi episodi su “Luna piena”, che apre la serata con tanto di palloni giganti che rimbalzano sopra la folla, o “Marziani”.

Non si risparmiano, poi, gli artisti pugliesi che, in questi anni, hanno conquistato gli ampi spazi degli stadi e degli ippodromi oltre che i teatri, le piazze ed i palazzetti. Lo show è un continuo rilascio d’energia e di autenticità. La voce di Giuliano svetta su tutto ed è un piacere ascoltarla nella sua potenza e limpidezza anche quando, in ogni brano in scaletta, sa ricrearsi un momento proprio. A volte lo fa al punto da accarezzare l’eccesso ma, in verità, restituisce, al termine del concerto, l’idea di essenza. Ed è per sorprendete anche per questo che ad uscirne come protagonista sia il suono della band. Non solo Lele, Ermanno, Andro, Pupillo e Danilo danno davvero l’idea di “suonare” (e in un’epoca di suoni pre-registrati già questo varrebbe il biglietto) ma lo fanno restituendo allo spettatore un’immagine ferma e coerente dell’identità musicale dei Negramaro. Un lusso saper comunicare con esattezza ciò che si è, con coerenza, da vent’anni a questa parte.

Direttore editoriale e fondatore di "Libera la Musica" dal 2024 dopo essere stato per 12 anni alla guida di uno dei principali siti d'informazione e critica musicale. Amante del pop, delle belle voci, della nostalgia e del mondo andato fatto di classe, divismo, qualità e canto. Non rinnego il futuro, lo incoraggio ad essere migliore non cancellando il passato.
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