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Kostja: «Con ‘Hiding’ ho pensato a tutte le parti che si nascondono in un rapporto lungo» – INTERVISTA

Kostja pubblica ‘Hiding‘, secondo singolo estratto dal nuovo album ‘Drift Migration

Hiding‘ è il nuovo singolo di Kostja, secondo singolo estratto dal nuovo album di prossima uscita di Kostja intitolato ‘Drift Migration’, termine scientifico che descrive la deviazione di un uccello migrante dalla propria rotta originaria.

Il testo, conciso e lapidario, parla di una relazione dal carattere simbiotico, nascosta dietro una spessa membrana fatta di giornate che si ripetono uguali l’una all’altra e in cui sembra non ci sia più spazio per sorprendersi a vicenda. È in queste situazioni di immobilità che possono avvenire, forse per noia o per un’apatica indifferenza, inaspettati terremoti in grado di fare da spartiacque in un rapporto, portandolo al limite. ‘Hiding’ esplora territori di elettronica sperimentale, alterna atmosfere cupe a ritornelli dal taglio più luminoso. Il brano vede la collaborazione con Eleonora Franchina alla voce ed Eros Terzuoli al sassofono tenore.

Kostja è un chitarrista, cantautore e compositore nato a Leningrado e residente a Bologna. Dopo una laurea in Geologia che lo ha portato a esplorare le Alpi italiane, ha deciso di dedicarsi interamente alla musica, lo sento per farmi raccontare com’è nato questo suo ultimo lavoro e quale ponte lega le sue conoscenze scientifiche con la musica.

Ciao Kostja, come stai? Cosa ci vuoi raccontare con questo nuovo lavoro discografico?

«Diciamo che alterno momenti di iperattività a momenti di grande sonno, colpa della primavera. ‘Drift Migration’ è il titolo del mio primo album. Si tratta di un lavoro costituito da otto tracce, composte, prodotte e registrate da me con un approccio DIY nel corso degli ultimi tre anni. Uscirà a maggio, anticipato da quattro singoli, di cui ‘Hiding’ è il secondo.‘Hiding’ è una canzone d’amore che non racconta ma che indaga, che apre questioni.»

Sei un geologo, in che modo usi le tue competente scientifiche per scrivere un canzone?

«Le mie competenze geologiche non hanno uninfluenza diretta sul mio modo di comporre; influiscono piuttosto sulla metodicità con cui approccio la fase di mixaggio. Terminati gli studi di geologia, ho subito intrapreso il mio percorso musicale, per cui a volte mi interrogo sulla domanda opposta: in che modo la musica mi avrebbe influenzato come geologo?»

Alla fine, per tornare a ‘Hiding‘, che cosa hai nascosto?

«Si tratta di qualcosa di molto personale, legato alla mia esperienza. Più in generale, però, ho pensato a tutte le parti di sé che si nascondono in un rapporto a lungo termine con unaltra persona.»

Cosa intendi dire quando dici: persi nel silenzio e nelle chiacchiere?

«Sono due espressioni che simboleggiano entrambe una forma di vuoto comunicativo: da un lato il silenzio, spesso carico di tensione per ciò che si nasconde; dallaltro lo small talk, ovvero il tentativo di riempire questo silenzio con conversazioni superficiali.»

Qual è il tuo modo di scrivere una canzone? Qual è l’idea da cui parte un tuo brano?

«Di solito il punto di partenza è una progressione di accordi alla chitarra, che è il mio strumento principale, e che deve avere già una precisa identità ritmica. Dopodiché, una volta registrata una bozza, mi occupo della parte più melodica, cercando linee vocali e strumentali che dialoghino tra loro».

In questo caso come è nato ‘Hiding‘?

«È nata da una lunga progressione di accordi: quella della strofa, suonandola e risuonandola, mi è rimasta impressa nella mente. In un momento inaspettato, lontano da qualsiasi strumento, ho iniziato a canticchiare una melodia, che ho subito registrato sul telefono e che poi ho sviluppato e rielaborato per inserirla nella canzone».

I tuoi brani sono sempre ricchi di collaborazioni, quant’è stato importante in questo caso lavorare con Eleonora Franchina ed Eros Terzuoli?

«La collaborazione con Eleonora Franchina è stata fondamentale per dare equilibrio al brano: mi piaceva molto lidea di alternare le strofe con una voce femminile, e il suo timbro si sposa perfettamente con le sonorità ombrose di Hiding. La parte finale del brano è un momento più ipnotico e si discosta dalla classica struttura strofaritornellostrofabridgeritornello; per questo mi piaceva lidea di inserire unimprovvisazione strumentale, che ho scelto di affidare al sassofono tenore di Eros. Non riesco a immaginare questa canzone senza il loro prezioso apporto creativo».

Antonino Muscaglione, nasce a Palermo nel 1976. Da sempre appassionato di disegno, attento a dettagli, per altri, non rilevanti. "Less is more", avrebbe scoperto in seguito, diceva Mies Van Der Rohe. Consegue la Laurea in Architettura nella Facoltà d'Architettura della sua città. Vive in Lombardia, si divide fra progettazione architettonica e insegnamento. Denominatore comune delle sue attività è la musica, da sempre presente nella sua vita. Non può progettare senza ascoltare musica; non può insegnare senza usare la musica come strumento di aggregazione.