Nella sua ultima apparizione televisiva la cantante regala una nuova prova della sua musica
Anna Oxa, colei che al Festival di Sanremo del 2006 si cantò come ‘l’antipatica e la bella’, è, di fatto, l’ultima diva della canzone italiana rimastaci e, soprattutto, una delle rarissime artiste ancora valevoli di questa denominazione per la qualità della ricerca musicale che con la propria arte propone continuamente al pubblico in ogni sua apparizione. Camaleontica, istrionica e capace di infinite evoluzioni, da sempre la voce di ‘Quando nasce un amore’ ha saputo veicolare i valori del trasformismo, dell’evoluzione e della continua sperimentazione presso un pubblico che l’ha venerata ed ammirata nei quasi 50 anni di carriera.
Dall’esordio punk sulle note di un classico come ‘Un’emozione da poco‘ passando per la sensuale versione di sè in ‘Ti lascerò’ a quella di guerriera in ‘Senza pietà’ fino a quella più spirituale dell’ultima ‘Sali (canto dell’anima)’. La Oxa in tutti questi anni di musica ha perseguito il solo scopo di raccontarsi per mezzo del divenire, quell’eterno movimento che lei stessa cantò al Festival del 2001 prima di decantare, due anni più tardi, quell’ennesimo ‘Cambierò’ che suonava come un manifesto programmatico. Mai prevedibile, mai uguale a se stessa ma sempre alla costante ricerca di un’evoluzione, Anna Oxa è stata, e rimane tutt’ora, l’artista emblema della ricerca e della trasformazione musicale.
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L’apparizione a ‘Una voce per Padre Pio’
Alla sua ultima apparizione televisiva, nel tradizionale appuntamento di Rai Uno con ‘Una voce per Padre Pio’, la cantante ha regalato al pubblico due speciali esibizioni sulle note di ‘Quando nasce un amore’ e ‘L’America non c’è’. Una scelta che ha perfettamente restituito un’immagine di Oxa attenta alla valorizzazione del proprio percorso discografico ma anche sempre pronta a raccontare il proprio presente. Per lo storico brano del 1988, la cantante ha deciso di confezionare un arrangiamento minimale in cui solo la sua voce potesse risaltare ed emergere prima di un’apertura sul finale dove le parole lasciano il campo al suono restituendo la nuova frontiera della ricerca musicale che la Oxa sta portando avanti negli ultimi anni nei suoi tour (qui una nostra recensione) indagando il fluire imprevedibile e sempre nuovo del suono.
“L’America non c’è”, inedito presentato televisivamente nel 2016 ma mai pubblicato ufficialmente, rappresenta la concretizzazione di questa ricerca. Nel racconto che distrugge l’idealizzazione del sogno americano, la Oxa ha inserito un suono etnico e tribale in cui anche la voce sgorga senza confini prestabiliti e inneggia al concetto della libertà primitiva dell’uomo.
L’artista, la diva
Nel panorama musicale attuale in cui tutto si fa consumo, numeri ed apparenza, Anna Oxa emerge, ad ogni sua apparizione pubblica o musicale, come un ultimo miraggio. La sua musica racconta ancora della bellezza dello scoprire e del raccontare, della voglia del cambiamento e dello sperimentare. Il suo personaggio, invece, si erge tra la massa e assume sempre più le sembianze dell’ultima diva della canzone rimastaci. Con molte sue colleghe ormai scomparse e molte altre che hanno preferito vestire più frequentemente i costumi delle star di salotti televisivi, la Oxa continua a rappresentare oggi quell’icona di artista irraggiungibile eppure contemporaneamente così sentita dal pubblico che ne ammira il percorso, l’originalità e la purezza.
Nella sua ultima apparizione televisiva Anna Oxa ha mostrato ancora una volta il valore del suo percorso di ricerca artistica dando sfoggio di una musica propria, continuamente in evoluzione e mai stanca. L’ultima diva della musica italiana rimane un faro per il pubblico che dal mondo delle sette note non chiede prodotti ma arte.






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