La recensione del singolo del ritorno del cantautore
C’è stato un tempo in cui il pop ha raccontato l’amore guardando alla narrativa delle storie, al sentimento che si cela lontano dalla concretezza fisica, ai tormenti interiori che lacerano i cuori e contemporaneamente li esaltano. Roberto Casalino è stato tra i portabandiera di quel racconto in musica, massimizzando con la sua arte la diffusione di un pop d’autore capace di arrivare alle masse parlando semplicemente d’amore. Un amore declinato in tutte le sue forme, da quello sofferto a quello eterno passando per quello finito e quello atteso. Un amore universale capace di riguardare ognuno e, per questo, amplificatore d’opportunità per una forma-canzone che, possiamo dire, ha fatto tendenza attorno agli anni ’10.
Oggi l’amore in musica si racconta molto meno e, se lo si fa, si sceglie di nasconderlo all’interno della quotidianità banale piuttosto che dentro qualche motivetto orecchiabile che lo mischi, senza riferimenti troppo precisi, a qualche altro ingrediente di cocktail. E’ per questo che il ritorno del cantautore di Latina con il brano “Nessuno escluso“, a distanza di tre anni dal suo ultimo progetto individuale, gonfia il cuore di quell’amore già conosciuto.
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Il mestiere che si fa canzone |
“Nessuno escluso” non è solo una canzone che si fa ritorno ma è anche un’occasione per dimostrare che la musica è anche mestiere. Accanto a quella dello stesso Casalino, il brano propone le firme anche di Federica Abbate, Cheope e Zef, nomi di peso nell’autorato contemporaneo italiano e che, proprio come lo stesso Roberto, possiedono la capacità di raccontare l’amore per mezzo della poesia. Anche Nicolò Verrienti alla produzione aggiunge un ulteriore tassello alla trama di un brano che vuole scavare più a fondo di quanto si sia ormai soliti fare.
Amore, dolore e fragilità |
“Nessuno escluso” presenta un Roberto Casalino in perfetta forma e che è bello ritrovare attento alla dimensione narrativa della canzone, alle parole usate, al trasferire un messaggio anche complesso. Già l’incipit apre una finestra su questa profondità complessa sfruttando un congiuntivo che apre mille possibilità: “e non starci male se le cose non vanno come pensavamo dovessero andare”.
Il tema è naturalmente quello dell’amore declinato, però, soprattutto nei confronti di sé e del proprio dolore seppur sullo sfondo di un rapporto a due. Il nodo focale del racconto sta nel ritornello che dipinge la scena: “mentre tutto prende fuoco io misuro a piedi il vuoto e tu, sei ad un passo da me, non mi stringere”. E’ evidente come si stia vivendo un momento di difficoltà dove nemmeno la presenza dell’amore sembra poter aiutare. Il ‘tu’ con cui si divide lo spazio c’è, esiste, ma se ne sta in disparte mentre il soggetto si sente contornato dal vuoto e dalla sensazione di non potersi aggrappare a nessuna certezza solida e materiale.
Ed è proprio tra le pieghe di questo testo che Casalino dimostra tutto il suo mestiere e sfoggia la migliore delle sue poetiche. L’incipit del ritornello ricorda quel ‘mentre il mondo cade a pezzi, io compongo nuovi spazi e desideri che appartengono anche a te’ che nel 2013 portarono Marco Mengoni alla ribalta con una ‘L’essenziale’ firmata proprio da lui e che fece scuola nella scrittura pop. Anche in questo caso la ricetta rimane la medesima: attorno tutto crolla ma, sulla scena, rimane un barlume di speranza, un ‘te’ che persiste e che muove la narrativa amorosa del pezzo.
Per “Nessuno escluso” il ‘tu’ diventa il destinatario di una confessione: “siamo fragili, nessuno escluso”. Ecco che allora l’amore, in questo caso, va a ricoprire soprattutto la casella di un percorso interiore che ha attraversato il buio e la fragilità e, seppur li abbia superati, continua a vederli alle proprie spalle.
Roberto Casalino non è nuovo a canzoni come “Nessuno escluso”. Anche in questo singolo di ritorno troviamo le contrapposizioni tipiche della sua poetica tra dolore interiore e amore, un linguaggio pulito ma soffuso, una musicalità che continua ad essere visceralmente pop-rock, come la sua voce, pur aprendosi al linguaggio contemporaneo e cercando degli elementi d’innovazione. Eppure, mai come in questo caso, l’elemento che più fa apprezzare questo ritorno è la sensazione di essere tornati ad ascoltare qualcosa di vero e non soltanto qualcosa di attuale. Di quel vero che non ha tempo. Come l’amore. Come la poesia.

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