Tutti i top & flop musicali dell’anno
Alla conclusione del 2025 è giunto il momento di tracciare una linea e di andare alla ricerca di quelli che sono stati i top ed i flop dell’ultimo anno musicale guardando a diversi fronti. Lo abbiamo fatto selezionando 5 macro-temi che hanno guadagnato la nostra piena promozione e 5 che, invece, hanno meritato una bocciatura. Un modo che, in realtà, vuole aiutarci a poter ragionare e riflettere su quanto accaduto alla musica italiana in questi ultimi 12 mesi.
Indice dei contenuti
- 1 I TOP:
- 2 La rinascita di Giorgia
- 3 Il ritorno al pop di XFactor
- 4 Elisa a San Siro
- 5 Il pop (di oggi e di ieri) che torna a vincere
- 6 Olly, Ultimo, Lucio Corsi… i vincitori non sono trapper
- 7 I FLOP:
- 8 Tiziano Ferro, il disco del non-ritorno ed il nuovo ingiustificato ‘no’ a Sanremo
- 9 Laura Pausini, la polemica con Gianluca Grignani ed un disco di cover senza un perché
- 10 Amici di Maria de Filippi ed un talent che si svuota per divenire reality
- 11 Il cast del Festival di Sanremo 2026
- 12 La gestione dei live: dagli annunci anticipati ai biglietti regalati fino agli eventi esagerati
I TOP:
La rinascita di Giorgia
Se c’è un’artista che, in questo 2025, è rinata musicalmente e personalmente sfuggendo alle logiche di un mercato che sforna nuovi talenti ogni 2 mesi e che distrugge quelli che non reggono la pressione, le attese ed i tempi insieme a quelli che appartennero al passato e che, per logica conseguenza, non possono appartenere al presente, ebbene quella è Giorgia. Rinata grazie a Sanremo che la fece nascere. Allora con ‘E poi’ e la saga che ne seguì con successi alla ‘Come saprei’ e ‘Di sole e d’azzurro’, oggi con ‘La cura per me’. Un classico anche se ha solo un anno sulle spalle e anche se non ha vinto. Anzi, forse proprio per questo. E da lì un disco nuovamente ispirato, la TV, le collaborazioni, una luce negli occhi di un’artista che ha dato tanto e che può ancora dare. Bentornata, sei ancora tu la dea della voce.
Il ritorno al pop di XFactor
Con Giorgia è rinato anche XFactor che già la scorsa stagione aveva mostrato segni di nuova linfa ma che quest’anno ne ha ribadito le potenzialità. Merito di una conduzione per sottrazione e di una giuria equilibrata e godibile ma, soprattutto, di un casting di talenti più pop che snob. La qualità è rimasta alta ma ai cantanti si è richiesto una dimensione più aperta piuttosto che radical-chic. I brani scelti per le sono stati tra i più noti, gli inediti fruibili dal pubblico più largo, le voci più misurate e tradizionali. Ne usciamo con una vincitrice (Rob) che, forse, non rimarrà poi troppo ma con una potenzialità che il format può tornare a sfruttare per il proprio futuro in attesa, magari, di un talento che diventi davvero la nuova pop-star del sistema. C’è ancora un’occasione.
Elisa a San Siro
A proposito delle grandi voci degli ultimi trent’anni che ancora hanno qualcosa da dire, Elisa è arrivata al suo primo stadio in carriera e lo ha fatto in uno San Siro gremito senza lo sbandieramento di ospiti con l’anticipo di mesi, senza un disco in promozione, senza alcun grande evento televisivo nel suo recente passato. Lo ha fatto con le proprie forze ma, soprattutto, con le proprie canzoni che, si, formano uno dei repertori più invidiabili della musica leggera italiana di questi ultimi tempi. Gli stadi non solo per le masse ma anche per la qualità.
Il pop (di oggi e di ieri) che torna a vincere
Pensavamo che il rap, l’urban ed il reggaeton ci avrebbero sommersi ed invece, rieccoci qui ad abbracciare il nostro caro vecchio pop. Rivisto, riadattato e rimodulato, certo, ma pur sempre pop. Il pop che parla d’amore, che canta senza troppi effetti vocali e che si sorregge su strumentali che, a poco a poco, tornano a farsi reali piuttosto che elettriche. E la cosa stupefacente è che non solo le proposte di questo genere si moltiplicano ma, soprattutto, sono quelle che vincono in classifica. Oggi come ieri. E, infatti, l’anno si chiude con ‘L’amore non mi basta’ di Emma prima in classifica. E nella stessa charts stanno manifesti della canzone italiana che fu come ‘L’emozione non ha voce’ di Celentano, ‘Maledetta primavera’ di Loretta Goggi, ‘Per dimenticare‘ degli Zero Assoluto, ‘La nuova stella di Broadway’ di Cremonini, ‘Se piovesse il tuo nome’ di Elisa… Il pop non muore, il pop resta.
Olly, Ultimo, Lucio Corsi… i vincitori non sono trapper
A proposito di pop che vince ecco che a Sanremo ha trionfato un giovane come Olly che con ‘Balorda nostalgia’ nulla ha a che spartire con le tendenze contemporanee del rap di strada. Il personaggio dell’anno si è rivelato essere tale Lucio Corsi ripescando il valore dell’immaginario cantautorale alla vecchia maniera lontano dalle logiche discografiche. E sul fronte live, invece, la voce grossa la continua a fare Ultimo che polverizza ogni record scrivendo la storia con un mega-evento a Tor Vergata che renderà memorabile il suo 2026. Il futuro è del pop.
I FLOP:
Tiziano Ferro, il disco del non-ritorno ed il nuovo ingiustificato ‘no’ a Sanremo
Lo si aspettava da tempo con aspettative altissime. Aspettative che, però, Tiziano Ferro ha deluso pubblicando un disco come “Sono un grande” che non ha saputo intercettare nuovamente il suo pubblico. La strategia è stata quella di tornare alle origini proponendo dei brani fortemente ispirati al gusto r’n’b che fu di ‘Rosso relativo’ dei primi anni 2000. L’idea poteva incuriosire ma ne è venuto a mancare lo spessore, l’ispirazione e l’originalità. A quel punto un passaggio sanremese che strabiliasse con una ballad classica in contrapposizione netta poteva essere la carta vincente ma il cantautore di Latina si è trincerato dietro ad un ‘no’ che sa di scarso coraggio e che rende cupo un ritorno fino a quel momento opaco. Nuovo buco nell’acqua.
Laura Pausini, la polemica con Gianluca Grignani ed un disco di cover senza un perché
Se il ‘reuccio’ del pop del primo ventennio del nuovo millennio non ha saputo uscire dalla sua zona grigia, la reginetta ci proverà nei primi mesi del 2026. Anche lei guardando al passato e proponendo un secondo capitolo di quell’album di cover che le regalò un successo planetario nel 2006. Il capitolo di “Io canto 2”, però, si è aperto tra le polemiche con la querelle con Gianluca Grignani tanto popolare sui social quanto inutile musicalmente per il sostegno a “La mia storia tra le dita” finita addirittura esclusa dall’album. Un album che si anticipa di difficile gestione se non sul fronte dei live dove la Pausini può continuare ad avere un perchè grazie ad un repertorio consolidato. La difficoltà di trovare un presente.
Amici di Maria de Filippi ed un talent che si svuota per divenire reality
Se XFactor rinasce, ‘Amici’ si dondola sul successo di share perdendo, però, di interesse discografico. Da anni, infatti, dalla scuola di Maria de Filippi non viene lanciato alcun vero talento capace di scombinare la discografia. Sono lontani i fasti di Alessandra Amoroso, Marco Carta, Irama ed Emma ma anche soltanto i buoni riscontri di The Kolors, Sangiovanni e Angelina Mango. Oramai il talent di Canale 5 vive di un meccanismo stantio e di un casting che guarda più alle potenzialità nella forma di reality che alla credibilità musicale. La musica è finita.
Il cast del Festival di Sanremo 2026
Carlo Conti non ha avuto vita facile. I veri big a Sanremo 2026 non hanno voluto esserci per molte ragioni. In primis economiche poi per quanto accadde a Giorgia lo scorso anno, per i dubbi tardivi sulla gestione dell’accordo con il comune, per una conduzione che sgonfia l’appeal mediatico e per un semplice e banale disallineamento dei tempi. Il risultato, però, è un cast deludente e a Sanremo 2026 solo delle gran canzoni potranno salvare un cast composto per metà da sconosciuti e per l’altra metà da artisti bisognosi di un rilancio. C’erano una volta i big (veri).
La gestione dei live: dagli annunci anticipati ai biglietti regalati fino agli eventi esagerati
Il 2025 è stato un anno colossale per la musica live con eventi di grandissimo successo ed un numero di concerti e tour davvero impressionanti. Due nuove donne sono sbarcate negli stadi (Elodie ed Elisa), sono stati annunciati progetti grandiosi (Ultimo a Tor Vergata, il ritorno di Vasco, l’inaugurazione della nuova area live di Milano). Eppure, la macchina dei live è stata macchiata dalle polemiche relative all’aumento dei casi che vedono annullati i tour per “problemi tecnici”, ridimensionati nelle location, accorpati o anticipati con mesi e mesi d’anticipo. Per non parlare dei biglietti regalati su cui si sono spesi fiumi di inchiostro e di inchieste giornalistiche che non hanno certo fatto bene al sistema o agli artisti coinvolti (anche se ancora molta polvere è rimasta sotto al tappeto). Si tratta di arte o di business?






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